Bibbia traduzione letterale: Genesi

Bibbia traduzione letterale: Genesi

By Fabrizio Bartolomucci

  • Release Date : 2017-09-01
  • Genre : Studi biblici
  • FIle Size : 13.44 MB
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Description

Bibbia traduzione letterale: Genesi Caso quasi unico nella letteratura mondiale, la Bibbia non è mai riuscita a separare la fase della traduzione da quella dell’interpretazione. Probabilmente per l’ambiguità e per la mutabilità del contenuto, da sempre i traduttori hanno provveduto a inserire la loro interpretazione del testo spacciandola per autentica, non disturbandosi di riportare le proprie scelte interpretative, ma piuttosto aggiungendo note che allontanano ancora di più il significato dal testo originale: è caratteristica in ambito cristiano l’iniezione di contenuti del nuovo testamento o addirittura di speculazione teologiche successive come lo spirito santo o le profezie. In questa opera, seguendo le indicazioni di Mauro Biglino, provvediamo invece a tradurre la Bibbia letteralmente, con la singola eccezione del termine ‘benedire’, che tradotto letteralmente potrebbe confondere.
Quando occorre tradurre “benedire”, “benedizione” ecc. la scelta è stata quindi quella di usare un parafrasi che indichi il fatto che l’azione ha un effetto pratico.
La struttura di base del testo, per quanto riguarda le parti standard, viene dal portale laparola.net, mentre i contenuti letterali, integrazioni ed emendamenti al testo attingono alla Bibbia interlineare su Biblehub.com. La regola generale per i termini non standard è che, ove una parola ebraica è presente in una singola istanza, oppure in parti diverse con significati diversi, o ancora nel caso che una qualsiasi traduzione potrebbe introdurre nel lettore un bias indesiderato, la decisione è quella di lasciare la parola nell’originale fonetico ebraico. Questo è il caso ad esempio di: Elohim, Yahweh, El Shadday, Elyon, Ruach, Kavod, Malak.
Per quanto riguarda il termine ‘Ĕ·lō·hîm, si è deciso di mantenere l’articolo determinativo e la forma verbale del testo ebraico. Certo interroga l’uso di questo termine in forma alternata a Yahweh allorchè figura con verbi al singolare, tanto più quando si presenta anche in forma alternata con e senza l’articolo determinativo. Volendo tenerci stretti all’originale Ebraico, non potevamo fare altra scelta, ma risulta piuttosto evidente come i due soli casi della Genesi in cui il verbo associato è al plurale rappresentino le vestigia di un tempo e di un intendimento precedente di tipo politeista o monolatrico, che appare peraltro chiaramente evidente quasi in ogni pagina della stessa Bibbia.

Questo primo volume dell’opera si occupa dell’avvincente storia della Genesi in cui la presenza non umana si alterna tra numerosi enti prima di specializzarsi su Yah·weh nei libri successivi. Quindi gli ‘Ĕ·lō·hîm costruiscono il mondo, ma Yah·weh il Ganeden, Yah·weh scatena il diluvio, ma poi gli ‘Ĕ·lō·hîm provvedono a far calare le acque e così via. In generale sembra come che il collegio degli Elohim segua con titubanza le iniziative di Yahweh che poi corregge occasionalmente in modo bonario, a meno che non si intenda per punizione l’assegnazione a lui della minuscola famiglia di Giacobbe; ciò in particolare se si assume che i verbi collegati al nome plurale ‘Ĕ·lō·hîm siano stati messi al singolare in un momento successivo. Qui figurano alcuni tra i personaggi umani più famosi della Bibbia: da Adamo, a Noè, ad Abramo, Lot, Giuseppe, Putafar, Giacobbe e la sue malefatte che non a caso lo hanno fatto diventare il pupillo di Yah·weh... alle prese con i boicottaggi, ricatti, prove di fedeltà, o addirittura azioni di distruzioni di massa e altre azioni meschine da parte degli Elohim, spesso per mano del loro braccio armato Yah·weh, i quali erano evidentemente ancora rimasti scottati dall’episodio di Adamo, quando non si trovano a combattere tra di loro. 
Come abbastanza noto le storie della prima parte della Genesi, fino all’episodio del Diluvio, prende origine dai poemi della creazione Sumero-Accadici e qui diversi personaggi che prendono parte a essi vengono raccolti nel termine collettivo ‘Ĕ·lō·hîm; Tiamat è resa come ṯə·hō·wm; mentre Enki-Ea diventa brevemente il serpente tentatore Nā·ḥāš per poi tornare tra gli ‘Ĕ·lō·hîm, e infine Yah·weh prende insieme i personaggi di Marduk/Nibiru, Mammi ed Enlil, sempre fino al Diluvio, per poi assumere un’identità propria e distinta dai poemi coevi.
ArtWorks: Luca “Art” Greco

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